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La tiroidite, i noduli tiroidei, cosa sono, come si diagnosticano, come curarli


La tiroide è una ghiandola importante, che serve per regolare il metabolismo e di conseguenza regola la funzionalità corretta di tantissimi organi, come cuore, fegato, reni, cervello e persino la pelle.

Proprio per questo è importante tenerne sempre sotto contro lo stato e cercare di capire sin dai primi sintomi quando c’è qualcosa che non va nel suo funzionamento.

Esistono fondamentalmente due differenti condizioni cliniche che la interessano. Non di rado l'una e l'altra possono coesistere: la malattia nodulare e le malattie infiammatorie, tiroiditi.

TIROIDITI

Le tiroiditi sono patologie prevalentemente autoimmuni in cui, per fenomeni in gran parte sconosciuti, il nostro sistema immunitario scatena una inopportuna autoaggressione che ha la tiroide come bersaglio, raramente capace di autodelimitarsi.

L'Hashimoto è la più tipica di queste condizioni. Altrettanto comune il Basedow Graves.

Solitamente la prima si manifesta con il più comune dei malfunzionamenti della tiroide, l’ipotiroidismo, ovvero quando la tiroide lavora troppo poco,

La seconda si associa all’ipertiroidismo, cioè quando al contrario la tiroide lavora troppo.

Nella storia della prima si osserva un fenomeno progressivo che ad un iniziale fase di ipertiroidismo corrispondente al suo esordio, e dopo un lungo periodo di normalizzazione apparente segue, con l'esaurimento della ghiandola a seguito del perpetuarsi dello status infiammatorio, una duratura fase di ipotiroidismo che obbliga il Paziente all'assunzione di una terapia sostitutiva che integri la perduta capacità di produzione ormonale della ghiandola.

Nella seconda, che a differenza della prima ha una maggiore chance di reversibilità, il processo autoimmune stimola la ghiandola inducendo una incrementata produzione ormonale che è necessario delimitare farmacologicamente per sedarne le conseguenze cliniche

SINTOMI

I sintomi dipendono dalla fase clinica di questi processi. Ai segni infiammatori che si manifestano con un aspecifico mal di gola, si associano i segni dell'ipofunzionamento della ghiandola nel caso della tiroidite di Hashimoto.

Come detto prima i problemi di tiroide possono generare anche problemi alla pelle, che muta la sua stessa struttura diventando troppo sottile e fragile e di conseguenza più soggetta a secchezza e screpolatura. Anche i capelli risentono del malfunzionamento della tiroide, che ne causa la caduta. Questi, infatti, tendono a diventare secchi e di conseguenza si spezzano molto facilmente.

Uno dei sintomi più comunemente legati ai problemi alla tiroide è il cambio di peso, che può essere in eccesso nell'ipotiridismo legato all'Hashimoto o in difetto nell'ipertirodismo legato al Baseodow, a seconda della minore o maggiore produzione di ormoni da parte della tiroide nei due casi.

Il colesterolo alto, nell'ipotirodismo, è la diretta conseguenza di questo rallentamento metabolico.

I problemi alla tiroide possono provocare uno stato di spossatezza e stanchezza diffusa sia per l'ipotiroidismo che il perpetuantesi quadro infiammatorio tiroideo. Comune, nelle donne anche il ciclo mestruale particolarmente irregolare,

L’ipertiroidismo può accompagnarsi ad un incrementato nervosismo fino a veri e propri stati d'ansia e ad attacchi di panico mentre l’ipotiroidismo può portare a stati depressivi.

Disturbi del ritmo cardiaco, tachicardia, sono comuni segni dell'ipertiroidismo indotto dal Basedow.

DIAGNOSI

La diagnosi di laboratorio, che dimostra la riduzione dei valori degli ormoni circolanti (T3 e T4) con consensuale innalzamento dei valori di TSH nel caso dell'ipotiroidismo da Hashimoto e, all'opposto, l'incremento degli ormoni circolanti (T3 e T4) e la riduzione dei valori del TSH nel caso dell'ipertiroidismo da Basedow son il test più semplice per accorgersi di un anomalo funzionamento della tiroide.

La ricerca di autoanticorpi, anticorpi anti recettore (Basedow) e anticorpi anti microsoma, perossidasi e tireoglobulina (Hashimoto) permette di avere certezze sull'origine di questo malfunzionamento.

L'ecografia è in grado di identificare i segni deteriorativi indotti dalla cronica esposizione infiammatoria indotta dall'autoimmunità mostrando segni cicatriziali, l'infiltrato infiammatorio, l'incrementata vascolarizzazione che son tipici dell'Hashimoto.

La tiroide può appare involuta in maniera più estesa e/o meno impegnativa.

Nel corso del Basedow, più spesso la tiroide appare ingrossata e mostra una intensa, inconfondibile, vascolarizzazione talvolta talmente intensa che per definirne caratteristicamente la tipologia, si parla di thyroid inferno.

CURA

Se non si ha la possibilità di curare il processo di autoaggressione che il corpo mette in atto nelle due forme di tiroidite, e di conseguenza non si può con nessuna risorsa medica impedire al corpo di produrre gli anticorpi che innescano e mantengono le tiroiditi, al contrario possiamo, dobbiamo trattare le conseguenze di questi fenomeni infiammatori. Arrestando o tamponando gli ipertirodismi con la somministrazione di terapie soppressive, il tapazolo ed analoghi, e integrando le perdite di capacità produttiva della tiroide con la somministrazione di terapia ormonale sostitutiva nel secondo caso (levotiroxina).

NODULI

I noduli tiroidei sono masse tumorali, per fortuna nella gran parte dei casi benigne, solo in una minoranza di essi si tratta di tumori maligni,

Poichè in alcuni casi i noduli benigni possono subire una trasformazione maligna il loro andamento va sempre monitorato nel tempo, per poter intervenire anche con la loro asportazione.

Non si ha alcun sintomo, nè si riscontreranno anomalie negli esami di laboratorio nella gran parte dei casi di noduli alla tiroide.

Talvolta la malattia nodulare si sovrappone a quelle sopra discusse e la presenza del nodulo si associa ad un ipertiroidismo, adenoma funzionante, dovuto alla produzione dis-regolata di ormoni del nodulo. Si osserverà tachicardia, nervosismo, agitazione.

In presenza di noduli di dimensioni "percepibili" si avverte un gonfiore nella regione del collo nella quale è presente la tiroide a cui in casi di noduli di grosse dimensioni si può aggiungere un senso di compressione sull’esofago, difficoltà a deglutire (disfagia) o della trachea (difficoltà respiratorie, dispnea).

Disturbi della voce, dalla raucedine alla disfonia possono esser talvolta lamentati dal Paziente.

Non esiste alcuna differenza sintomatologica tra un nodulo benigno ed uno maligno.

Ne' esistono, salvo i rari casi di cancro midollare, esami di laboratorio in grado di dirci se un nodulo è maligno o sta degenerando.

L'uso di metodiche strumentali come la scintigrafia può esser di aiuto a identificare noduli inducenti ipertiroidismo perchè vede che il nodulo, caldo, è ipercaptante. Una informazione che può essere indirettamente ottenuta attingendo agli esami di laboratorio ed alla biospia.

E tuttavia, laddove il nodulo fosse freddo, ovvero sia normocaptante, l'informazione non aiuterebbe a differenziare un nodulo benigno da uno maligno perchè ambedue si comportano allo stesso modo.

L'ecografia seppur gravata da difetti di accuratezza, fallisce nel 15-20% dei casi, oggi queste percentuali di fallimento son minimizzate dal ricorso alla elastosonografia, è un valido sistema di diagnostica dei noduli tiroidei.

Ciò sia al fine della loro identificazione che, ad esempio ad identificare noduli iperfunzionanti, che in genere sono molto vascolarizzati.

Alcune caratteristiche dei noduli, quelli ipoecogeni, con vascolarizzazione caotica, caratterizzati dalla presenza di microcalcificazioni endolesionali, da margini irregolari, con halo infiammatorio spesso, possono aiutare ad indirizzare alcuni noduli all'agobiopsia.

Quest'ultima, sebbene pure essa gravata da un 10-15% di errore diagnostico, è senz'altro il metodo di classificazione più accurato per la differenziazione dei noduli maligni. In tutti i noduli con caratteristiche ecografiche sospette e più in generale in quelli superiori ad 1cm (10mm) è raccomandata la sua esecuzione.

Laddove un nodulo non sia iperfunzionante e quindi da rimuovere per stabilizzare la produzione ormonale della ghiandola o non mostri caratteri sospetti od ancora non risulti maligno alla biopsia, la scelta di rimuoverlo dipende solamente dalle dimensioni e dalla tendenza a crescere di controllo in controllo.

Se il nodulo è di piccole dimensioni, non tende di ecografia in ecografia a cresce, ci si limita alla sua rivisitazione ecografica annuale. Ciò perchè la rimozione del solo nodulo è raramente raccomandata e, anche se possibile, in genere si provvede alla rimozione, con esso, di tutta la tiroide.

Con la conseguenza che, da eutiroideo (cioè con normale funzionamento della ghiandola) il Pz diventa ovviamente ipotiroideo e sarà costretto ad assumere una terapia sostitutiva permanente.

Il controllo routinario sarà in grado di mostrare senza alcun rischio eventuali cambiamenti che, laddove presenti, saran registrati ed il Pz. sarà rimandato ad un nuovo agoaspirato e se il caso alla rimozione del nodulo e tiroide.

E' ovviamente destinata alla immediata esecuzione la tiroidectomia laddove il nodulo appaia canceroso o mostri segni di potenzialità degenerativa

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