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La diverticolosi, sintomi, diagnosi e cura


Trespi, gastroenterologo via franchi 5 pavia

Cosa sono i diverticoli?

I diverticoli sono piccole estroflessioni (come una bolla) nella parete del colon che si gonfiano verso l’esterno attraverso suoi punti di minor resistenza spesso causati da forti pressioni esercitate per esprimere feci dure o per stitichezza abituale. I diverticoli sono più frequenti nella parte inferiore sinistra del colon (sigma), ma possono essere presenti anche in tutto il colon.

La malattia viene chiamata diverticolosi ed è presente nel 10% circa degli adulti quasi sempre in modo silente e, purtroppo, subdolo poiché, nella metà dei casi, specie, nella terza età, la malattia – diverticolosi – si può complicare con fenomeni infiammatori definiti diverticolite.

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Diverticoli intestinali: quali sono le cause più frequenti?

La causa più frequente della malattia diverticolare sembra essere la carenza di fibre nell'alimentazione, che provoca un aumento della pressione endoluminale per esprimere feci secche. La malattia è molto diffusa nei paesi industrializzati ove si svolge una alimentazione grassa e raffinata; è invece poco presente in paesi del terzo mondo, dove la maggior parte della popolazione si alimenta con elevati apporti di fibre.

Le fibre presenti nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura non vengono digerite completamente, formando quindi volume, rendendo le feci morbide ed esercitando un’azione di “pulizia” nel nostro intestino.

Quali disturbi intestinali possono causare i diverticoli?

La maggior parte delle persone affette da diverticolosi non presenta alcun sintomo e non sa di esserne affetta oppure si abitua a convivere con sintomi banali che insorgono gradualmente.

Vaghe fitte aspecifiche possono esser la conseguenza del crampo indotto, al riempimento del diverticolo, con detriti, ed alla azione di autopulizia che si innesca.

I sintomi della diverticolite son invece più significativi. Quando il diverticolo, irritato dal contenuto che vi rimane intrappolato, si infiamma possono comparire crampi o dolori addominali di maggior intensità, coliche, bruciore, meteorismo, e crisi di stitichezza.

Poichè altre patologie possono determinare gli stessi sintomi, una colonscopia è un esame indispensabile per la loro identificazione.

Una alternativa diagnostica può esser offerta dalla TC e dalla radiografia dell'addome con mezzo di contrasto (clisma opaco).

Queste ultime si fan preferire nelle diverticoliti acute poichè la maggior azione traumatica della colonscopia la rende controindicata.

Le forme acute con potenziale capacità di evoluzione peritonitica, di diverticolite si manifestano con dolori forti, difficoltà a muoversi ed a piegarsi, febbre con brivido, nausea o vomito, diarrea fortemente maleodorante o crisi di stitichezza.

Come detto, poichè può complicarsi anche in modo gravissimo, addome acuto, e necessitare persino di un intervento chirurgico d’urgenza per l'insorgenza di una occlusione intestinale, il sanguinamento anche imponente, la perforazione con ascesso o peritonite, i sintomi non van sottovalutati e specie laddove sia nota la presenza di diverticoli immediatamente sollecitato l'attenzionamento del Curante.

Se gli accertamenti best standard rimangono quelli sopra indicati, in alcune condizioni permissive, facilitati dalla presenza del dolore, da una sufficiente pulizia intestinale, e dall' eventuale status infiammatorio del diverticolo, l'ecografia delle anse intestinali può condurre alla identificazione del diverticolo in sede di dolorabilità, dome sign, e identificare una più o meno significativa situazione infiammatoria (periviscerite) fino ai segni del consolidarsi di una perforazione/peritonite.

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diverticolo, si riconosce la sacca diverticolare, non è presente alcuna reazione infiammatoria

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diverticolo, si riconosce la sacca diverticolare, è presente la reazione infiammatoria medioavventiziale

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diverticolo perforato, alla diverticolite è subentrato un ascesso peritoneale con una reazione perivisceritica

Come prevenire i diverticoli e come curarli ?

Il metodo più utile per proteggere il nostro intestino e per prevenire i diverticoli intestinali è di alimentarci correttamente, bere molto lontano dai pasti e svolgere costantemente una valida attività fisica. Sappiamo bene che per un corretto bilancio idrico dobbiamo anche reintegrare i liquidi che perdiamo.

Dieta diverticolite, quali sono gli alimenti più consigliati per prevenire le complicazioni legate alla presenza di diverticoli?

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Sono necessari almeno 30-40 grammi di fibra al giorno.

Le fibre sono contenute principalmente in:

  • cereali integrali;

  • verdure crude (bietola, carciofi, carote, spinaci, zucchine, ecc.);

  • frutta fresca.

Chi è affetto da diverticoli deve evitare lenticchie, fichi, kiwi, uva, pomodori, fagiolini, poiché i loro semi o dimensioni, possono farli entrare e permanere nella sacca dei diverticoli.

Allo stesso modo andrebbero evitate verdure filamentose come i cetrioli ed i finocchi, gli spinaci ed il sedano.

I legumi passati, e comunque privi di buccia possono esser assunti nella diverticolosi come la frutta priva di semi e le verdure non filamentose, le carni magre (pollo e vitello, tacchino e orata, nasello e merluzzo)

Si deve depurare l’intestino spesso bevendo molta acqua ed evitare cibi appiccicosi (anche i formaggi come il gorgonzola), speziati e/o piccanti, the, caffè, cioccolato, vini e liquori e frutta secca dura.

Il latte e formaggi magri possono essere assunti nella diverticolosi asintomatica o paucisintomatica mentre è sconsigliato nella diverticolite.

L’uso di probiotici (ad es. lactobacillo acidofilo contenuto nell'actimel e yougurt, activia), almeno per una-due settimane al mese, permette di reintegrare una giusta flora intestinale.

Talvolta è necessaria una terapia antibiotica mirata, rifamicina, che può esser somministrata a titolo integrativo (1 settimana al mese) mentre nei casi di vera e propria diverticolite è bene richiedere l’assistenza del medico perchè saranno necessarie somministrazioni a dosaggio più alto e prolungate che richiede la cautela necessaria ad evitarne gli effetti collaterali, dismicrobismo fino alla colite pseudomembranosa (clostridium difficile)

Nella stipsi da diverticolosi, è sufficiente una dieta ricca di fibre per alleviare i sintomi di stitichezza associata o meno a diarrea, attenuare il dolore addominale, la flatulenza.

La presenza di muco o il sangue nelle feci sono chiara espressione di infiammazione.

Nella stitichezza da infiammazione dei diverticoli (diverticolite) è sempre indispensabile seguire rigorosamente i consigli del nostro medico curante: può essere in atto o in evoluzione una situazione pericolosa!

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