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La Spalla dolorosa

Aggiornamento: 31 gen 2023


spalla dolorosa gulizia

Le patologie della spalla si suddividono in acute e croniche.

Quelle acute, per lo più metatraumatiche, si manifestano con dolore intollerabile che obbliga a rivolgersi al medico per ottenere una cura adeguata alla risoluzione del dolore.

Quelle croniche, che si manifestano con dolore moderato o lieve e, per il fatto che sono maggiormente tollerate, inducono ad attendere sperando che si risolvano spontaneamente.

Queste ultime, proprio perchè più subdole spesso comportano processi lesivi più impegnativi ed invalidanti anche perchè tante volte condizionate da fattori non del tutto reversibili.

  1. Patologia della cuffia dei rotatori (CDR) - è certamente la causa più frequente ed è dovuta ad una lesione o un uso eccessivo di uno o più muscoli e tendini che il corpo usa per muovere la spalla. La CDR è stata chiamata con questo nome proprio perché i quattro tendini che la compongono (tendine: sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo) si agganciano alla testa del braccio come una cuffia. Il dolore che si manifesta è variabile a seconda del tipo di lesione ma parte sempre dalla spalla per poi irradiarsi in diverse zone a seconda del tendine colpito.

  2. Lesione del cercine glenoideo - il cercine glenoideo è fatto da tessuto fibroso-cartilagineo a forma di anello che, disposto intorno alla glena della scapola, protegge l’articolazione ed impedisce (insieme ad altri elementi anatomici) la lussazione. I sintomi che si manifestano sono rappresentati da dolore diffuso poco localizzato.

  3. Instabilità acromion/claveare - la lussazione acromion claveare da non confondere con una lussazione dell'articolazione scapolo/omerale.

  4. Instabilità di spalla – è anche chiamata lussazione perché consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua normale sede. C'è una versione più moderata di questa lesione chiamata sublussazione dove l'omero (la spalla) fuoriesce solo parzialmente e rientra nella sua sede anatomica di nuovo immediatamente.

  5. Capsulite adesiva o spalla congelata - si tratta di una patologia dolorosa dovuta alla rigidità cronica dell'articolazione della spalla.

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Un dolore forte o moderato/forte alla spalla e nella regione anatomica della spalla che non passa nelle 24-48 ore ma, soprattutto, un dolore che impedisce ogni movimento della spalla costituisce la spia di una problematica, tra le 5 sopra proposte, che meritano una piena identificazione ed una precoce stabilizzazione

La più comune condizione clinica, escluse le condizioni di instabilità per lo più conseguenti ad eventi traumatici, a sostenere una sindrome da spalla dolorosa è rappresentata dalla sindrome da conflitto.

Questa sindrome, detta anche impingment cronico, può essere anteriore o, più frequente, posteriore a secondo che si vengano a creare conflittualità tra i profili ossei dei processi articolari acrominale e coracoideo rispettivamente.

Quando gli spazi tra le ossa che compongono l'articolazione coracoacromiale ed acromionclaveare rispettivamente risultano troppo stretti, l'attrito subito dalle parti molli, i tendini che ci passano attraverso, determina in funzione all'uso più o meno intenso che se ne fa un più o meno rapido consolidamento dell'usura delle fibre tendinee.

Fenomeni micro o macrocalcifici e reazioni infiammatorie direttamente proporzionali nell'intensità e nella frequenza con cui si ripeteranno allo stress imposto ai tendini "grattati" dalle ossa, accompagnano il processo di entesopatia cronico degenerativa, il cui esito finale può anche risultare la comparsa di lesioni della cuffia o la rottura piena dei tendini che la compongono.

sindrome da conflitto gulizia ecografie pavia

Il sintomo principale è un dolore sordo nella faccia anteriore della spalla che spesso può irradiarsi nella zona superiore del braccio e dell'avambraccio ed è aggravato soprattutto quando si effettuano movimenti di estensione anteriore, adduzione e rotazione interna.

Il ROM (range of motion) è limitato e tale riduzione della escursione articolare può dipendere dalla gravità della patologia.

Se le condizioni anatomiche costituiscono il più frequente fattore condizionante la "periartrite scapolo omerale" o spalla dolorosa, esistono diverse condizioni che possono condurre allo stesso risultato.

Le già ricordate condizioni di instabilità indotte da un danno al cercine capsuloarticolare od ai legamenti da eventi lussativi e traumatici in generale, la presenza di condizioni reumatiche (l'artrite ed altre connettivopatie) che siano capaci di aggredire i tendini deteriorandoli in modo autonomo, la presenza di fattori costituzionali e lavorative che rendono più rapido il percorso usurativo dei tendini della cuffia, possono procurare i fenomeni cronico degenerativi alla base della spalla dolorosa in modo autonomo ed altrettanto invalidante delle conformazioni osteoarticolari sopra descritte.

L'ecografia è mezzo diagnostico di riferimento per la identificazione della sindrome della cuffia dei rotatori.

Nel nostro Studio viene sempre eseguita in dinamica, si eseguono cioè dei test di movimentazione dell'arto che permettono, con la sonda, di apprezzare i segni del conflitto (segno del pinzamento o scalino, bulging o rigonfiamento della borsa, compressa, snapping, lo scatto tendineo al passaggio sotto lo spazio) che facilitano la diagnosi.

Lo studio morfologico conduce poi alla stadiazione del danno indotto sulla cuffia, necessario a stabilire l'iter terapeutico.

In linea di massima, la prima risposta al problema, diagnosticato con la triade valutazione clinica - ecografia + Rx dell'outlet View - RMN, è conservativo e mira a far riassorbire lo stato infiammatorio e il dolore con la combinazione di farmaci e fisiochinesiterapia. L'associazione di terapie fisiche di supporto, la TENS, le laser terapie, le TECAR o l'onda d'urto, il più affidabile, conservativo, supporto abile ad eliminare, laddove ve ne siano, le piccole calcificazioni, aiuta la remissione della fase clinica dell'entesopatia.

Per le grosse calcificazioni la soluzione più affidabile risulta essere il trattamento percutaneo e/o, ancor più efficace, la pulizia artroscopica.

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Una rimozione delle calcificazioni, che si depositano per i microfenomeni infiammatori che si perpetuano nel decorso della malattia, può risultare efficace a ridurre i fenomeni usurativi e dolorosi, perchè ovviamente minimizza la capacità delle stesse di indurre a loro volta fenomi di attrito sui tendini.

E tuttavia nessuno di questi supporti farmacologici, chinesioterapia e strumentali, possono garantire la regressione dei fenomeni usurativi che si siano già consolidati.

Nei fenomeni di capsulite è fondamentale sbloccare con tali presidi la fase infiammatoria il più precocemente possibile al fine di impedire fenomeni aderenziali che rendano obbligato il percorso chirurgico.

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La capsulite è nella gran parte dei casi secondaria agli accessi infiammatori patiti dalla cuffia in difficoltà per quanto sopra. Lo stato infiammatorio, laddove mal curato, determina il congelamento della spalla che, se non reversibile, richiede lo sblocco articolare attraverso una revisione chirurgica della capsula articolare.

periartrite gulizia pavia ecografia

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Poichè i fenomeni usurativi non sono reversibili, una precoce identificazione della patologia è l'unico mezzo per minimizzare le fasi più avanzate della periartrite che, rispetto agli stadi iniziali, condizioneranno maggiormente la spendibilità dell'arto nella propria quotidianità, soprattutto lavorativa.

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Mentre gli stadi iniziali, discriminabili per l'assenza di segni grossolani di discontinuità delle maglie fibrillari del tendine, l'assenza di lesioni vere o l'assenza di rotture parziali o totali, son gestibili in modo conservativo, laddove invece si approcci il Pz. quando si è già consolidato uno stadio avanzato, con lesioni più o meno importanti e/o con la franca rottura tendinea, infatti se è possibile minimizzare l'infiammazione che tale condizione determina, poichè quest'ultima è figlia di una debolezza strutturale che mal si concilia con le esigenze lavorative o sportive, non eludibili queste ultime, bisognerà pensare ad una ricostruzione chirurgica della cuffia dei rotatori mirata a rafforzarla e conciliarne la struttura con la resa che le è richiesta.

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